Introduzione

In primo piano

amicodipennaCiao a tutti. Ho raccolto e raccolgo tuttora su questo sito alcune delle numerose strip dei Peanuts che ho collezionato in questi anni, quelle più significative e che più mi hanno colpito per profondità e capacità di cogliere con la loro classica semplicità e leggerezza le sfumature delle emozioni umane. Ho cercato anche di commentarle, e non mi dispiacerebbe se lo facessero anche altri.
Ho appena migrato il sito su wordpress per dare un po’ più di vitalità alla collezione e, perchè no, per stimolarmi a pubblicarne altre, tempo (ahimè, molto meno che in passato) permettendo.
Un saluto.

Sgridata

Al lavoro, ogni tanto, il tuo capo ti fa una bella “lavata di capo”…più raro che te ne faccia due di fila la stessa mattina, com’è successo al sottoscritto. Ma capita, soprattutto se hai ragione tu e torto lui, e se voglia dare spettacolo o, in gergo lavorativo, dare l’esempio di fronte ai tuoi colleghi. Ai capi comunque spesso e volentieri manca qualche rotella o, in gergo psicologico (che non conosco), manca qualche filtro che consenta di non mancare di rispetto a una persona.

[Articolo in inglese] Come Snoopy ha ucciso i Peanuts

http://kotaku.com/how-snoopy-killed-peanuts-1724269473

Un interessante articolo (che condivido) su come la figura di Snoopy, a partire dagli anni 70, abbia decisamente fatto calare la qualità complessiva della striscia. In pratica troppe strisce dedicate dall’autore al bracchetto, prive della verve che aveva contraddistinto le strisce dagli esordi al periodo di maturità. Senza usare efemismi, molte delle incarnazioni di Snoopy degli anni 80 e 90 (Joe Stocazzo, il tennista. l’avvocato ecc) erano fini a se stesse, dando l’impressione di una povertà di idee dell’autore sempre più marcata. Il confronto con Calvin e Hobbes, ad esempio, è impietoso: quest’ultimo ha mantenuto sempre una qualità altissima, anche grafica, stabilendo uno standard per tutti i disegnatori di comic successivi, e quando l’autore Bill Watterson ha deciso che la striscia aveva dato il massimo, ha deciso di interromperla, anche sotto la pressione di chi voleva ricavare miliardi vendendone i diritti. Schulz invece ha costruito un impero economico con le sue noccioline e contemporaneamente le sue strisce hanno cominciato, troppo spesso, a far cagare. Un caso? Non lo so, ma io non lo ritengo un complimento.

Coperta

coperta

Questa la dedico alle mie gatte, così affezionate ai miei vestiti “puzzolenti”, ai miei accappatoi umidi, ai miei pigiami, ai miei zainetti che odorano di libertà, alle nostre coperte (ebbene sì, anche quelle) che sanno di sicurezza (dai pericoli esterni, ma garanzia che, finchè saranno calde, ci sarà qualcuno a dar loro da mangiare…). E l’ultima poetica vignetta (mi) ricorda con quanta difficoltà, spesso, mi trovo nel coniugare le mie necessità di sonno “comodo” con quella, gattofila, di non spostare il gatto dalla sua pacifica, rilassata e, chissà, forse pure sognante, posizione…

Hockey e giocatori di colore

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Non dimentico che questo piccolo spazio web è in gran parte dedicato alle perverse relazioni tra la mia vita e (alcune, non tutte per fortuna) strisce dei Peanuts. In questo caso non dimentico (anzi ricordo con piacere) una delle mie passioni tele/computervisive, ovvero gli “stand up comedy”. In un breve stralcio di uno spettacolo di Alonzo Bodden, comico “di colore” visto di recente, una delle sue gag era appunto sull’hockey e i giocatori di colore, cui fa esplicito riferimento la striscia pubblicata. Certo trascritta fa molto meno effetto, ma spero sia sufficientemente divertente:

“Mi piace un sacco il Canada.
Unico problema? Non mi piace l’hockey, e sapete perchè?
Perchè l’unica roba nera è il dischetto.
E non fanno altro che picchiarlo coi bastoni.
Invece…il golf, vuoi mettere?”